INTRODUZIONE
Nel 1998 il parroco don Peppino Apruzzi ha dato vita
al progetto di ristrutturazione, già pensato dal parroco precedente – don
Giuseppe Convertini – e resosi impellente a causa delle precarie condizioni di alcune strutture, e della
insufficiente capienza della chiesa stessa, frequentata da un numero maggiore di
fedeli.
I
lavori si sono protratti per circa due anni. La struttura e i suoi interni
rifatti sono davanti agli occhi di tanta gente e già ampiamente usati dalla
comunità. Le motivazioni di questo grosso impegno hanno origini remote, sebbene
la costruzione dei vari ambienti risalga agli anni 50/60 per l’impegno di don
Raffaele Rocchetta, primo parroco.
Il quartiere Commenda è
cresciuto in pochi decenni a
dismisura, tanto da indurre don Giuseppe Convertini, succeduto a don Raffaele
morto prematuramente , a ipotizzare un ampliamento della chiesa. A partire dal
1992, in seguito alla visita del Vescovo, il Consiglio Pastorale Parrocchiale ha
riflettuto sistematicamente sulla possibilità di una ristrutturazione. Maturata
la decisione, la progettazione è stata affidata allo studio dell’architetto
Antonio Martello di Brindisi; approvata dai vari organismi parrocchiali e
diocesani, si è dato via ai lavori affidandoli alla Cosedil di Ostuni.
Il denaro raccolto, per la quasi totalità, è frutto di tanti sacrifici dell’intera comunità parrocchiale. I criteri adottati, perché la chiesa-edificio consenta ai cristiani di costruirsi Chiesa-popolo di Dio attorno alla mensa dell’Eucaristia e della Parola, sono semplici, enumerati dalla Conferenza Episcopale Italiana. Al centro la mensa del Sacrificio, sul suo asse l’ambone e la sede del presidente, l’aula assembleare si protrae oltre i gradini e abbraccia il nuovo presbiterio. È stata costruita una cappella per l’adorazione dell’Eucaristia;la partecipazione al sacrificio eucaristico continua con la contemplazione. L’immagine dell’ “uovo” ha guidato il passaggio dalla struttura esistente alla nuova. Come il pulcino si nutre stando all’interno dell’uovo e quando i tempi sono maturi picchia al guscio per affrontare la natura circostante, così è per i cristiani: in chiesa si nutrono della Parola e dell’Eucaristia, intanto il tempio si squarcia verso il cielo ad indicare la maturazione del tempo per uscire nel mondo; esso è rappresentato dalla vetrata collocata sul fondo della chiesa in cui sono riportate immagini del nostro vivere quotidiano: mare, sole, cielo, alberi.
Ogni
cosa è stata realizzata con cura, proprio come avviene nel costruire e arredare
le nostre case. Tutto il quartiere può contare su un ambiente accogliente, come
i battezzati possono contare sulla “casa comune” per celebrare le meraviglie
del Signore, così da ricevere la grazia e il coraggio di annunziarlo e
testimoniarlo nella vita quotidiana.
I
particolari
LE
PARETI: Nella
parete sinistra, lungo tutta la navata, sono stati collocati i
bassorilievi in pietra delle stazioni della Via Crucis, raggruppate secondo criterio: le fasi della condanna, quelle
della passione, quelle della morte.
Sui pilastri delle pareti laterali sono poste otto croci in pietra; stanno ad
indicare Cristo, pietra angolare su cui poggia tutto l’edificio; altre due
sono all’interno della cappella del Santissimo.
Sulla parete destra, in
prossimità del fonte battesimale, è stato affisso un trittico ligneo, pezzo
unico di W. Piccolruaz (Ortisei - 1988) ; nella tavola centrale, che culmina con
un triangolo, è raffigurata la Trinità: Dio Padre che sorregge il mondo, lo
Spirito Santo in forma di colomba, il Figlio Gesù risorto; nelle tavole
laterali due angeli oranti.
pavimento:
la
pavimentazione, in marmo, è completamente nuova; nel passaggio centrale sono
state collocate tre figure a mosaico: all’ingresso
l’agnello, simbolo di Dio Figlio che ci accoglie con la sua Redenzione, al
centro la colomba, simbolo di Dio Spirito che ci dona la sua grazia, ai piedi
del presbiterio una mano aperta, simbolo di Dio Padre che con amore ci ha creato
e con amore ci chiama - per
Cristo, nello Spirito, al Padre.
PRESBITERIO: il
presbiterio è ampio, a forma tondeggiante; al centro è l’altare, monoblocco
di pietra leccese. Secondo le nuove norme liturgiche la mensa è quadrata - cm
125x125 e poggia su di un piedistallo rotondo poggiato su una base quadrata alta cm 19,5. Ai
quattro lati dello stelo sono scolpiti segni eucaristici: una forma di pane, un
grappolo d’uva, una spiga di grano, un calice. In asse con l’altare si
trovano l’ambone e la sedia del celebrante. Nella parete destra del
presbiterio sono stati ricavati due incavi; in uno sono riposti
l’Evangelario, i Lezionari e i libri sacri; nell’altro, più piccolo,
i vasetti con gli olii: per i catecumeni, per gli infermi, e il Crisma.
Fonte
battesimale: adiacente
al presbiterio, all’altezza dell’ambone è il fonte battesimale, composto
da
due parti : lo stelo e il catino. Nello stelo è abbozzata una figura umana, non
ben definita; si nota un volto dall’espressione sofferente, simbolo
dell’uomo non ancora rigenerato, affaticato nel travaglio dal peccato alla
grazia. Ai quattro lati del catino, o lavabo, sono rappresentati gli evangelisti
nella simbologia classica: angelo( Matteo) – leone (Marco)
– toro ( Luca) – aquila ( Giovanni).
CAPPELLA DEL SANTISSIMO:
è di nuova costruzione, ricavata su strutture esterne: è suggestiva e
raccolta. È resa luminosa da quattro grandi finestre policrome a soggetto
antico e nuovo testamentario: la
manna e le quaglie nel deserto - la
moltiplicazione dei pani e dei pesci – .Il
tabernacolo è inserito in una colonna lignea incisa
a “lingue di fiamme”, di fattura artigianale; rappresenta
la “colonna di fuoco” che guidava di
notte il popolo ebraico nel deserto. Al centro della parete sinistra è
collocata un’icona della SS. Trinità di scuola russa e richiama l’icona
della SS. Trinità di Andrey Rublëv.
Ai piedi è posto un leggio che sorregge la Bibbia del Giubileo.
VETRATE: in fondo
alla chiesa, come contro facciata, è stata collocata una vetrata policroma
composta da due grandi riquadri che rappresentano paesaggi della nostra terra.
Alla base di entrambi c’è il mare; in quella di sinistra, paesaggio diurno,
emerge un albero d’olivo dal tronco contorto ed illuminato dal sole; in quello
di destra, paesaggio notturno, la luna splende sul mare. In alto vola una
colomba con nel becco un ramoscello d’olivo simbolo di pace. Alle
spalle del presbiterio è la facciata divisa in due parti; nella metà di
sinistra troneggia la statua lignea del Cristo risorto, l’altra metà è
occupata da una vetrata policroma di pregiata fattura ad opera di F. Ioni (Siena - 1968): raffigura la storia della salvezza
dell’uomo. Si può suddividere in tre parti: nel triangolo superiore è
istoriata la cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso terrestre; al di sotto sono
riportati due momenti importanti per la storia dell’uomo: il sacrificio di
Isacco a sinistra e la natività a destra. Tutta la metà inferiore della
vetrata rappresenta la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli e la Madonna, nel giorno di Pentecoste.
POSIZIONE
DELLE FIGURE:
in
alto piccole, poco evidenti quelle di Adamo ed Eva; hanno la testa china come
sopraffatti dalla vergogna, Eva
sorregge in una mano il pomo della disobbedienza; alle loro spalle si intravede
un angelo con la spada fiammeggiante.
Più grandi quelle della seconda parte. Abramo ha in mano il coltello per il
sacrificio, Isacco le braccia abbandonate lungo il corpo in atto di supplica; la
scena della natività ci mostra la Vergine Maria inginocchiata a mani giunte,
san Giuseppe alle sue spalle, entrambi in posizione frontale; il bambino è in
posizione supina sulla paglia, con le braccia alzate verso il cielo.
Al centro della vetrata, in
evidenza, la colomba, segno dello Spirito Santo, da cui si dipartono raggi che
scendono sul capo della Madonna e degli apostoli, sotto forma di lingue di
fuoco; la Madonna è in posizione frontale, gli apostoli hanno il viso rivolto
verso l’alto ed appaiono tutti di profilo.
I
COLORI:
prevalgono il
rosso, l’azzurro e il giallo: il rosso per indicare il sacrificio
(Abramo), l’amore (la
tunica rossa della Madonna e le fiamme di fuoco); l’azzurro indica la verginità
(il manto di Maria ); il giallo è usato per le aureole e i raggi di luce.
cappella delle confessioni: si apre nella navata destra, verso il fondo; è resa luminosa da una finestra a vetri policromi, in cui si evidenzia il cero pasquale. In essa sono situate le statue lignee della Madonna addolorata, del Crocifisso e di Gesù morto.
Nell’interno della
sacrestia è stato ricavato un vano adibito a laboratorio per le ostie; ne
vengono confezionate in continuazione da alcuni volontari, per cui viene coperto
abbondantemente il fabbisogno della
parrocchia.
SOPPALCO: per
consentire la massima capienza durante le celebrazioni, è
stato costruito, con arte e in armonia con la struttura, un ammezzato sul fondo
della chiesa.
l’illuminazione della chiesa è curata in modo tale da passare, per gradi, dalla luce soffusa dell’ingresso, a quella più intensa del presbiterio.
L’ESTERNO:
l’accesso alla chiesa è consentito da una lunga ed ampia rampa che porta al
sagrato. In basso si trova il cortile in cui si aprono vari ingressi: nel
seminterrato è stata ricavata una sala di
ritrovo per giovani e un mini laboratorio artigianale; al pianterreno sono
ubicati gli uffici parrocchiali – del parroco, del vice parroco, segreteria - gli
uffici caritas, il centro d’ascolto, i locali per l’associazione “Compagni
di strada”, un ampio salone per assemblee; al primo piano si trovano le aule
per la catechesi e la biblioteca; al secondo piano la sede scouts. Nel cortile si
svolgono attività, si organizzano celebrazioni, si vivono momenti di festa comunitaria; è stato
adornato con piante verdi e illuminato da faretti moderni. Dal cortile si può
accedere al cine-teatro parrocchiale
che ha l’ingresso principale in via Sicilia; nella stessa via si aprono la
“sala indumenti” ed il “Banco
Alimentare”, espressioni della Caritas parrocchiale. In alto svetta il campanile, di forma avveniristica, con le
volte a triangoli incrociantisi; è corredato da quattro campane, due dal suono
grave, due dal suono acuto.
IL
SAGRATO: è
ampio e accogliente, coperto da un tetto di rame e legno, raggiungibile dalla
rampa e da scale che salgono dal cortile; lungo le pareti sono state affisse
delle targhe di pietra a ricordo
del primo parroco, del Giubileo e di altri avvenimenti; in una bacheca centrale
sono in evidenza avvisi e
manifesti.
CASA CANONICA: è un
sogno ancora irrealizzato, un’opera incompiuta. Infatti, per ristrettezze
economiche, i lavori sono stati sospesi e potranno riprendere quando saranno
estinte le molte pendenze di carattere economico.
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