DOMENICA  5  FEBBRAIO  2012

 

 

 

                                                             UN ' ESPERIENZA OSCURA

 

       

I giovani si erano dati appuntamento per trovarsi tutti in discoteca e trascorrervi una serata “da sballo “. Erano un gruppo molto unito, ragazze e ragazzi che si conoscevano da sempre ed erano cresciuti insieme. Quella doveva essere un’occasione particolare, perché si festeggiava il compleanno di una di loro. Tante erano state le raccomandazioni dei genitori e tante le loro risposte rassicuranti, perché si sentivano in grado di affrontare tutto.

Purtroppo tra loro circolava la droga; erano entrati nell’oscura esperienza un po’ per gioco, un po’ per curiosità, ma dicevano di sentirsi in grado di gestirla e di uscirne con facilità.

Quella sera, però, fu drammatica; ancora ebbri i ragazzi ripartirono per finire la serata in un’atmosfera di esaltazione. Ma una ragazza cedette: il suo cuore, il suo fisico  furono sopraffatti dal male ed una dose eccessiva le fu fatale.

Gli amici, quando si resero conto della tragedia, rimasero annichiliti; uno di loro, che aveva iniziato una relazione d’amore con la ragazza, ne fu particolarmente sconvolto e finì sull’orlo del suicidio. Aiutato da genitori ed esperti, ebbe la possibilità di riprendersi, ma continuava, notte e giorno, a rivedere quel volto bianco, quel corpo esanime e privo di vita. E si sentiva in colpa. Capì che si erano costruiti un mondo effimero e si erano legati ad esso con catene insane. Allora volle uscirne, ma la sua capacità di ripresa fu lunga e con cadute ricorrenti.

Si aggrappò alla fede ritrovata nel dolore e lottò con tutto se stesso pregando il Signore di riportarlo sulla via abbandonata con leggerezza e arroganza. Quando ne uscì si sentì libero, pronto ad affrontare e vivere la vita come un dono grande da non sciupare mai.

 

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