Domenica 24 Aprile

V Domenica di Pasqua

amatevi

Clicca per scaricare il foglio  di collegamento di Domenica 24 Aprile

Gv 13,31-35

 Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.
Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

Clicca sul player per ascoltare il vangelo

 

 

Clicca sul player per ascoltare l’omelia

Amatevi, come io vi ho amato. Lo specifico del cristiano non è amare (lo fanno molti, dovunque, sempre, e alcuni in un modo che dà luce al mondo) ma amare come Cristo.

Con il suo modo unico di iniziare dagli ultimi, di lasciare le novantanove pecore al sicuro, di arrivare fino ai nemici.

La prima caratteristica dell’amore evangelico: amare come Cristo.

Non quanto Cristo, impresa impossibile all’uomo, il confronto ci schiaccerebbe. Nessuno mai amerà quanto Lui. Ma come Lui: con quel sapore, in
quella forma, con quello stile.

Con quel suo amore creativo, che non chiude mai in un verdetto, che non guarda mai al passato, ma apre strade.

Amore che indica passi, almeno un passo in avanti, sempre possibile, in qualsiasi situazione.

Amore che ti fa debole eppure fortissimo: debole verso colui che ami, ma in guerra contro tutto ciò che fa male.

La seconda caratteristica: «Come io ho amato voi». L’amore cristiano è anzitutto un amore ricevuto, accolto.

Come un’anfora che si riempie fino all’orlo e poi tracima, che diventa sorgente.

L’amore non nasce da uno sforzo di volontà, riservato ai più bravi; l’amore viene da Dio, non dalla mia bravura: amare comincia con il lasciarsi   amare.

Non siamo più bravi degli altri, siamo più ricchi. Ricchi di Dio.

È un amore che perdona ma non giustifica ogni sbaglio. Giustifica la fragilità, lo stoppino smorto, la canna incrinata, ma non l’ipocrisia dei pii e dei

potenti. Ama il giovane ricco ma attacca l’idolo del denaro.

Se il male aggredisce un piccolo, Gesù evoca immagini potenti e dure come una macina al collo.

Amore guerriero e lottatore. Ma se il male è contro di Lui allora è agnello mite che non apre bocca.

Terza caratteristica «Amatevi gli uni gli altri»: tutti, nessuno escluso; guai se ci fosse un aggettivo a qualificare chi merita il mio amore e chi no.

È l’uomo. Ogni uomo, perfino l’inamabile. Gli uni gli altri significa inoltre reciprocità.

Non siamo chiamati solo a spenderci per gli altri, ma anche a lasciarci amare: è nel dare e nel ricevere amore che si pesa la beatitudine della vita.

Amore è intelligenza e rivelazione; amare è capire più a fondo: Dio, se stessi e il cuore dell’essere.

Come Gesù quando fa emergere la verità profonda di Pietro: «Mi ami tu, adesso?».

E non gli importa di quando nel cortile di Caifa, Cefa, la Roccia, ha avuto paura di una serva.

Amore che legge l’oggi, ma intuisce già il domani del cuore. E ripete a Pietro e a me: il tuo desiderio di amore è già amore

amore

PREGHIERA

Signore Gesù, l’amore è l’ambito

profondo di ogni cuore umano.

Tu ci inviti ad amare, ci chiedi di essere uomini

secondo i disegni del Padre.

Amare solo chi ci ama, salutare solo chi ci saluta,

ignorare chi ci ignora,

non aiutare chi non è dei nostri,

a noi sembra logico, spontaneo, naturale.

Aiutaci ad amare come ami Tu,

che difendi l’adultera, accetti l’invito a pranzo dei pubblicani,

perdoni chi ti mette in croce, dai il primato a Pietro

che si è vergognato di te,

a noi sembra semplicemente impossibile.

Ti supplichiamo: aiutaci ad amare come ami Tu,

affinché anche noi possiamo

volare nel cielo dell’amore, il tuo amore,

l’amore che salva e accende la speranza.