Domenica 22 Maggio

SANTISSIMA TRINITA’

Immagine1Scarica il foglio di collegamento di Domenica 22 Maggio

Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 16, 12-15)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando però verrà  lo Spirito della verità, Egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sè, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del  mio e ve lo annuncerà».

Clicca sul player per ascoltare il Vangelo

La Trinità si delinea in filigrana, nel Vangelo di oggi, non come fosse un dogma astratto ma come un accadimento di vita, una azione che ci coinvolge.
Lo Spirito mi glorificherà: prenderà del mio e ve lo annuncerà.

   La gloria per Gesù, ciò di cui si vanta, la pienezza della sua missione consiste in questo: che tutto ciò che è suo sia anche nostro.

Dio gode nel mettere in comune ciò per cui Cristo è venuto: trasmettere se stesso e far nascere in noi tutti un Cristo iniziale e incompiuto, un germe divino incamminato.
Tutto quello che il Padre possiede è mio.

Il segreto della Trinità è una circolazione di doni dentro cui è preso e compreso anche l’uomo; non un circuito chiuso, ma un flusso aperto che riversa amore, verità, intelligenza fuori di sé, oltre sé. Una casa aperta a tutti gli amici di Gesù.
La gloria di Gesù diventa la nostra: noi siamo glorificati, cioè diamo gioia a Dio e ne ricaviamo per noi godimento e pienezza, quando facciamo circolare le cose belle, buone e vere come le idee, le ricchezze, i sorrisi, l’amore, la creatività, la pace…
Nel dogma della Trinità c’è un sogno per l’umanità.

Se Dio è Dio solo in questa comunione di doni, allora anche l’uomo sarà uomo solo nella comunione.
E questo contrasta con i modelli del mondo, dove ci sono tante vene strozzate che ostruiscono la circolazione della vita, e vene troppo gonfie dove la vita ristagna e provoca necrosi ai tessuti.

Ci sono capitali accumulati che sottraggono vita ad altre vite; intelligenze cui non è permesso di fiorire e portare il loro contributo all’evoluzione dell’umanità; linee tracciate sulle carte geografiche che sono come lacci emostatici, e sia di qua che di là, per motivi diversi, si soffre…
Tutto circola nell’universo: pianeti e astri e sangue e fiumi e vento e uccelli migratori…

È l’economia della vita, che si ammala se si ferma, che si spegne se non si dona.

Come nel racconto della ospitalità di Abramo, alla querce di Mambre: arriva uno sconosciuto all’accampamento e Abramo con dolce insistenza lo forza a fermarsi e a mettersi a tavola.

   All’inizio è uno solo, poi senza spiegazione apparente, i personaggi sono tre.
E noi vorremmo capire se è Dio o se sono solo dei viandanti. Vorremmo distinguere ciò che non va distinto.

Perché quando accogli un viandante, tu accogli un angelo, l’ha detto Gesù: ero straniero e mi avete accolto.
L’ospitalità di Abramo al Dio Viandante, Uno e Tre, ha un premio: la fecondità di Sara che sarà madre.

Forse qui c’è lo scintillio di un rimedio per la nostra epoca che sta appassendo come il grembo di Sara: riprendiamo anche noi il senso dell’accoglienza e ci sarà vita nella tenda, vita nella casa.

Immagine2

PREGHIERA

 Ti lodo, o Padre, creatore e Signore,

perché mi hai creato ed esisto,

perché hai mandato tuo Figlio per salvarmi.

Ti lodo, o Figlio di Dio, perché mi hai redento,

mi hai rivelato il Padre, mi hai fatto erede del Regno,

mi hai reso Suo figlio.

Ti lodo, Spirito Santo, perché mi doni la grazia,

perché mi trasmetti l’amore del Padre e del Figlio,

perché mi rendi partecipe dell’amore trinitario.

Ti contemplo, Trinità beata, amore infinito e misericordioso.

Fammi percepire la tua inabitazione in me.

Aiutami a coglierne la bellezza e il mistero

per poter essere un giorno nel tuo amore,

in un abbraccio senza fine.