Domenica 27 Marzo

PASQUA DI RESURREZIONE

Cristo risorto2

Scarica il foglio  di collegamento di Domenica di Pasqua

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 2, 1 -9)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata rotolata dal sepolcro.Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro:
«Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro.
Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.
Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.
Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Clicca sul player per ascoltare il vangelo

 

È ancora buio e le donne si recano al sepolcro di Gesù, le mani cariche di aromi.

Vanno a prendersi cura del suo corpo, con ciò che hanno, come solo loro sanno.

Sono quelle donne che l’avevano seguito dalla Galilea, sostenendolo con i loro beni in ciò che era necessario.

Con lui avevano assaporato la ricchezza del «più che necessario», giorni di libertà felice, germogli di un mondo nuovo.

Sono quelle che stavano sotto la croce. L’avevano guardato morire. E nessuno a soccorrerlo.

Ora vanno al sepolcro: ciò che le muove non è un atto di fede nella divinità di Gesù, non una speranza segreta, ma un atto d’amore.

Lo amano ancora, semplicemente, ma è ciò che rimette in marcia la vita: «non è possibile amare la divinità di Cristo se non amando

prima la sua umanità».

Il racconto di Luca è di estrema sobrietà: «entrarono e non trovarono il corpo del Signore».

Tutto si blocca, l’assenza del corpo di Gesù entra dolorosamente in loro come uno smarrimento, un vuoto pieno solo di domande.

E alla desolazione si aggiunge paura: due uomini vestiti di lampi. Come è contrastata la fede di Pasqua!

Quasi fossero doglie di parto.

Si innesta su di una ferita, su di una assenza patita dolorosamente, su di una perdita.

Perché cercate tra i morti colui che è vivo?

Voi state cercando il vostro tesoro perduto, avete fame di colui che vi ha riempito di senso le vite.

Perché cercate colui che è vivo?

Bellissimo nome di Gesù: Lui è il vivente.

Non solo è vivo adesso, come uno che non è più un morto, ma è il vivente, colui che continuamente vive, cui appartiene il vivere,

l’autore della vita: la sua missione, la sua azione è germinare vita, fiorire vita.  Non è qui, è risuscitato, si è alzato.

I Vangeli raccontano la risurrezione di Gesù con i due verbi del mattino dell’uomo, svegliarsi e alzarsi.

Come se i nostri giorni fossero una piccola risurrezione quotidiana, e la Pasqua un giorno senza più tramonto.

Ma la tomba vuota non basta, gli angeli non bastano perché la fede venga alla luce:

– Ricordatevi come vi parlò: bisogna che io sia crocifisso e risorga… ed esse ricordarono le sue parole.

Adesso tutto esplode. Le donne ricordano, credono perché ricordano, credono non per le parole degli angeli, ma per la parola di

Gesù. Credono prima di vedere.

Non sono le apparizioni che fanno credere, né le vesti sfolgoranti, ciò che fa credere è sempre la sua Parola, Vangelo custodito anche

nei giorni della perdita e dell’assenza.

Le donne hanno conservato quelle parole perché le amano, perché nell’uomo si imprime e persiste solo ciò che ci sta davvero a cuore.

Principio di ogni incontro con il Vivente è, anche per noi, la custodia amorosa della sua Parola.

Cristo risorto3

PREGHIERA

Donaci, o Signore,di cominciare nel segno

della risurrezione del tuo Figlio,una vita nuova.

Fa’ che non ascoltiamo noi stessi,i nostri sentimenti,

le nostre abitudini,le nostre paure

che ci fanno ricadere nell’usato,in ciò che è trito,

in ciò che è banale e da poco.

Fa’ che, dimenticando i nostri sentimenti,

noi ci lasciamo invadere

da quella pienezza di Spirito Santo

che tu, o Signore, Dio con noi, Dio per noi, diffondi

nella risurrezione del tuo Figlio,

nella grazia battesimale, nella santa Eucaristia,

nel sacramento della riconciliazione,

nella certezza, o Padre, del tuo perdono,

del tuo amore e della tua salvezza.