Domenica 3 Novembre

XXXI del Tempo Ordinario

Zaccheo

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Dal Vangelo secondo Luca (Lc 19,1-10)

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

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Movimenti straordinari di un peccatore ordinario; scelte da bambino di un uomo maturo; curiosità intensa di un contabile incallito.Sono situazioni estreme vissute da  Zaccheo -il puro- per vedere “chi era Gesù”. Accade a Gerico, ultima tappa del grande viaggio di Gesù verso Gerusalemme, dove ha già operato la guarigione del cieco (cfr Lc 18,35-43) e ora fa dono della salvezza al capo dei pubblicani. Condizione indispensabile per un’esperienza esaltante è l’incontro, per questo è importante muoversi, dare spazio allo slancio del cuore. Luca, con la narrazione dell’avventura di Zaccheo ci consegna una perla come sintesi della sua teologia, preziosa per l’intensità delle emozioni e la profondità dei mutamenti dell’animo umano.

   Ciascun lettore, cercatore di umanità, di giustizia, di pace, sembra essere coinvolto. In città c’è grande fermento; il passaggio di Gesù mette scompiglio; la folla cresce e si stringe attorno a lui; Zaccheo, piccolo di statura, trova difficile avvicinarsi. Bisogna escogitare un piano per superare questo doppio ostacolo e realizzare un sogno: vedere Gesù.

Intanto Luca descrive in termini essenziali il personaggio: capo dei pubblicani e ricco (cfr 19,3-4). Questi, pur di riuscire nel suo intento, mette da parte dignità e ruolo, e sceglie di fare come i bambini: corre davanti a tutti e sale su un  sicomoro, un albero che si richiama al fico; di là, a breve, sarebbe passato Gesù.

   La ricerca di Zaccheo, a differenza del tentativo di Erode, è pulita, vera, sincera, mossa da un grande bisogno interiore, mentre il re è spinto dalla curiosità e, quando ha l’opportunità di essere esaudito, rimane deluso, perché davanti a lui Gesù “non si degna di aprire bocca” (Lc 23,8-12).

Il capo dei pubblicani riesce nel suo intento, anzi le sue attese vengono superate da un sorprendente Signore che, addirittura, lo vede per primo e lo chiama per nome: “alzò lo sguardo e gli disse: ‘Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua’” (Lc 19,5). In realtà, l’iniziativa è di Gesù che mette in atto, come per gli abitanti di Nazareth, l’ “oggi” della salvezza; per questo doveva vederlo ed entrare in casa sua.

E’ la stessa premura invocata e riconosciuta dal salmista, vissuta con discrezione da Dio a favore di ogni uomo. Essa è ripresa come punto essenziale da Gesù sin dall’inizio della sua vita pubblica: “E’ necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città, per questo sono stato mandato”(Lc 4,43). Egli entra in casa; viene accolto, ospitato. Queste stesse categorie le riproporrà nell’Apocalisse: “Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3,20).

Il capo dei pubblicani non esita; lo stordimento dura il tempo di un respiro: “scese in fretta e lo accolse pieno di gioia” (Lc 19,6). La reazione della gente, prevedibile, è immediata: “tutti mormoravano”; è una decisione sciagurata, rende impuro anche lui. Gesù rompe queste resistenze, entra in casa, pur di dare salvezza. L’eco è immediata; Zaccheo prende una decisione inaudita, senza precedenti: “Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto” (Lc 19,8).

La generosità della restituzione supera i limiti della Legge: “Quando qualcuno peccherà e commetterà un’infedeltà verso il Signore, perché inganna il suo prossimo…farà la restituzione per intero, aggiungendovi un quinto” (Lv 5,21.24). Zaccheo comincia a pensare ai poveri, decide di condividere i suoi beni, mentre a chi ha danneggiato con i suoi affari senza scrupoli intende restituire con larghezza ciò che ha rubato.

Giustizia e compassione si mescolano e si esprimono nelle scelte del pubblicano; l’incontro con Gesù sconvolge la sua vita ‘sporca’ per dare spazio alla vita limpida.

Il Signore si rallegra perché la salvezza è arrivata anche in quella casa potente e ricca.

Egli è sincero: le vite di coloro che sono schiavi del denaro sono vite perdute, vite senza verità, senza giustizia e senza compassione verso quelli che soffrono”; eppure c’è attenzione perché la loro vita, ugualmente preziosa, sperimenti la salvezza.

In termini essenziali, la salvezza è la persona stessa di Gesù; incontrarlo e lasciarsi incontrare vuol dire fare esperienza della misericordia di Dio, dei frammenti di grazia, del suo amore.

 

PREGHIERA

Signore Gesù, abbi compassione di noi

che siamo spesso incapaci di entrare in relazione con Te

e non sappiamo trovare il modo di conoscerti.

Nella tua misericordia, dimentica  il male

dei nostri comportamenti perché non ci lasciamo amare da Te.

Aiutaci, Gesù,

ad accogliere i nostri limiti,ad accettare la nostra

condizione umana, a lasciarci visitare da Te e ad essere in pace.

Grazie Gesù,

per aver incrociato duemila anni fa lo sguardo di Zaccheo,

perché attraverso la sua vita hai voluto incontrare

anche la nostra storia, la nostra emarginazione e la nostra solitudine.

 Aiutaci Gesù,

a non avere paura del giudizio degli altri,

perché la tua salvezza è per l’oggi, non per domani,

non per il futuro.