Domenica 27 Novembre

Prima Domenica di AVVENTO

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Dal Vangelo secondo Matteo ( Mt. 24, 37-44)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
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Carissimi,

con le catechesi bibliche sul Vangelo di Matteo a cura di fratel Davide Varasi, monaco della fraternità monastica di Bose in Ostuni, ci siamo preparati al nuovo anno liturgico, che ha inizio con questa prima domenica di Avvento.  In questa domenica i ragazzi che frequentano il  primo superiore sono in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo per prepararsi al sacramento della Confermazione (11 dicembre p.v.); alcuni ministranti faranno la vestizione e potranno proseguire il loro servizio liturgico con il camice bianco; alle ore 16.00 in chiesa ci sarà il ritiro diocesano dei catechisti e, nella celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo Domenico in Cattedrale alle 17.00, Annarita Arigliano riceverà il mandato di ministro straordinario dell’Eucaristia.

Il tempo di Avvento, con il quale iniziamo il nuovo anno liturgico, ci aiuta a collocarci nella nostra personale storia. Viviamo il tempo dopo la venuta nella storia di Gesù, e siamo in trepidante attesa del suo ritorno glorioso alla fine dei tempi.

L’avvento non è la preparazione della nascita di Gesù Bambino, ma il memoriale della sua Incarnazione legato alla promessa del suo ritorno.

Il Nuovo Testamento così si conclude: << Si, verrò presto! Amen. Vieni Signore Gesù>> (Ap 22,20).

Martedì 29, durante la celebrazione delle ore 18.30, inizieremo la novena alla Beata Vergine Maria Immacolata.

Il tempo di avvento è il tempo mariano per eccellenza. Giovedì 01 alle ore 19.30 vivremo l’Adorazione eucaristica comunitaria; appuntamento molto importante per la nostra Comunità.

Venerdì 02 continueremo la pia pratica dei primi venerdì del mese.

In questo tempo di Avvento intensifichiamo la preghiera e soprattutto la meditazione quotidiana del Vangelo, non dimentichiamoci dei poveri e, se possibile, partecipiamo all’Eucaristia anche nei giorni feriali.

Vi saluto con queste parole di don Tonino BelloSe oggi non sappiamo attendere più, è perché siamo a corto di speranza. Se ne sono disseccate le sorgenti. Soffriamo una profonda crisi di desiderio. E, ormai paghi dei mille surrogati che ci assediano, rischiamo di non aspettarci più nulla neppure da quelle promesse ultraterrene che sono state firmate col sangue dal Dio dell’alleanza.

Vostro, don Claudio.

Riflessione a cura di Padre Ermes Ronchi: Nel grembo del mondo lievita una vita nuova.

Come nei giorni che precedettero il diluvio, mangiavano e bevevano e non si accorsero di nulla… i giorni di Noè sono i giorni ininterrotti delle nostre disattenzioni, il grande peccato: «questo soprattutto perdonate: la mia disattenzione» (Mariangela Gualtieri).
Al vertice opposto, come suo contrario, sull’altro piatto della bilancia ci soccorre l’attenzione «che è la preghiera spontanea dell’anima» (M. Gualtieri).
Avvento: tempo per essere vigili, come madri in attesa, attenti alla vita che danza nei grembi, quelli di Maria e di Elisabetta, le prime profetesse, e nei grembi di «tutti gli atomi di Maria sparsi nel mondo e che hanno nome donna» (Giovanni Vannucci).
Avvento è vita che nasce, a sussurrare che questo mondo porta un altro mondo nel grembo, con la sua danza lenta e testarda come il battito del cuore.
Avvento: quando Dio è una realtà germinante, colui che presiede ad ogni nascita, che interviene nella storia non con le gesta dei potenti, ma con il miracolo umile e strepitoso della vita, con la danza di un grembo, in cui lievita il pane di un uomo nuovo. Dio è colui che invece di porre la scure alla radice dell’albero, inventa cure per ogni germoglio, per ogni hinnon (Salmo 72,17), che è anche nome di Dio.
Due uomini saranno nel campo… due donne macineranno alla mola, una rapita, una lasciata; due soldati saranno al fronte in Ucraina, uno sarà ferito, uno resta incolume. Perché questa alternanza di vita e di morte, di salvati e di sommersi? Gesù stesso non lo spiega. Sappiamo però che caso, fatalità, fortuna sono concetti assolutamente estranei al mondo biblico.
Dio non gioca a dadi con la sua creazione. Io credo con tutto me stesso che, nonostante qualsiasi smentita, la storia, mia e di tutti, è sempre un reale cammino di salvezza. E il capo del filo è saldo nelle mani di Dio. Se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro… Un ladro come metafora del Signore! Di lui che non ruba niente e dona tutto. Se solo sapessi il momento… ma risposta non c’è, non c’è un momento da immaginare; il tempo, tutto il tempo è il messaggero di Dio, ne solleva le parole sulle sue ali insonni.
Viene adesso il Signore, camminatore dei secoli e dei giorni, viene segnando le date nel calendario della vita; e ti sorprende quando l’abbraccio di un amico ti disarma, quando ti stupisce il grido vittorioso di un bimbo che nasce, una illuminazione interiore, un brivido di gioia che non sai perché. È un ladro ben strano: viene per rendere più breve la notte. Tempo di albe e di strade è l’avvento, quando il nome di Dio è Colui-che-viene, Dio che cammina a piedi nella polvere della strada. E la tua casa non è una tappa ma la meta del suo viaggio.