Domenica 13 Novembre

 

XXX del Tempo Ordinario

profezia

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Dal Vangelo secondo Luca (21, 5-19)

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

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MESSAGGIO PER LA LXVI  GIORNATA NAZIONALE DEL RINGRAZIAMENTO

 Egli dà il cibo

I doni che la terra offre a tutte le creature sono per i Salmi un motivo importante della lode che essi invitano a rivolgere al Signore: «Egli dà il cibo ad ogni vivente, perché il suo amore è per sempre» (Sal 136, 25). Così anche papa Francesco, nell’Enciclica Laudato si’ invita a condividere la lode di Francesco d’Assisi per «sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba» Nella fertilità della terra che ci dà di che vivere, insomma, lo sguardo credente scorge un’espressione forte dell’amore di Dio per le sue creature, cui nella preghiera si indirizza il ringraziamento.

La stessa preghiera ci guida anche a scoprire che, nel coltivare la terra, gli esseri umani operano come collaboratori dell’azione provvidente di Dio, che nutre e sostiene

Non a caso, il libro della Genesi (cf., 2,15), nel tratteggiare il compito dell’essere umano nel giardino di Eden, collega strettamente la pratica del coltivare con quella del custodire, quasi a sottolineare il comune orientamento alla vita…..

 Per un’agricoltura sostenibile e diversificata

Tale sottolineatura viene, d’altra parte, modulata in una direzione del tutto sintonica con le indicazioni dell’Enciclica Laudato si’, che esorta a «programmare un’agricoltura sostenibile e diversificata».

Il contributo dei legumi, infatti, è particolarmente importante su ambedue i versanti, è parte integrante del nostro modello di agricoltura e di allevamento che ha nella sostenibilità, nella rotazione delle colture e nel rispetto dell’ambiente i valori indispensabili alla base della nutrizione umana, di quella animale e della difesa del suolo….

Nutrire il pianeta (per riprendere il titolo di Expo 2015) è, dunque, impresa assai più percorribile se si sanno valorizzare tutti i frutti della madre terra. I cibi che vengono dai legumi possono apparire modesti e spesso nell’immaginario corrente sono associati ad una condizione di povertà, ma offrono in realtà un contributo assai importante alla nostra vita sul pianeta. Facili da conservare, in diverse aree essi sono stati, assieme ai cereali, una fonte primaria di sostentamento per molte generazioni.

Valorizzare – nella produzione e nel consumo – la varietà di specie che appartengono a questa famiglia vegetale (tra di essi fagioli, lenticchie, ceci, piselli, lupini, arachidi) è poi anche un modo di apprezzare la splendida biodiversità del nostro pianeta, in cui uno sguardo credente sa riconoscere un’espressione della ricchezza dell’opera creatrice di Dio. È anche un modo di contribuire alla sua salvaguardia, che – nota ancora la Laudato si’ – è, invece, spesso minacciata da monocolture. Tali tecnologie altamente industrializzate e oggetto di brevetto, non sono adatte ai produttori più piccoli ed ostacolano un‘equa distribuzione e l’accesso al cibo. La tradizione italiana sa bene, invece, quanto preziose possono essere – per capacità nutritive, per sapori, per potenzialità gastronomiche – anche specie apparentemente minori, ma che si rivelano in effetti ricche di benedizione.

Valorizzare tali realtà significa, quindi, anche «promuovere un’economia che favorisca la diversificazione produttiva e la creatività imprenditoriale», indispensabile «perché continui ad essere possibile offrire occupazione».

Uno sguardo più ampio

Certo, la sola attenzione ai legumi non basta: focalizzare lo sguardo su di essi è piuttosto un’occasione importante per tornare a meditare su una realtà complessa che coinvolge stili di vita, forme della produzione, legami con la terra, relazioni tra persone e famiglie.

Abbiamo bisogno di una spiritualità del coltivare la terra, che ci aiuti a riscoprirla come madre ed a lavorarla in modo sostenibile. Dobbiamo riscoprire la nostra condizione di figli che tramite essa ricevono grati ogni giorno dal Signore «vino che allieta il cuore dell’uomo, olio che fa brillare il suo volto e pane che sostiene il suo cuore» (Sal 104, 15).

‘Figli’ che lavorano, rendono fertile e custodiscono il dono della terra attraverso la rete delle imprese agricole familiari, dove esso può farsi presente nel contesto di relazioni umane improntate alla gratuità e alla condivisione, rese fertili dal grande dono che Dio ci fa del suo amore misericordioso.

Questa è la ricchezza a cui volgiamo lo sguardo, che invochiamo in questa Giornata del Ringraziamento, e che richiamiamo nell’anno internazionale dei legumi, un cibo tanto umile quanto importante.

Questa visione complessiva sta ispirando opere concrete nella diversificazione dei modelli di produzione e consumo del cibo, come la ri-valorizzazione dei mercati locali, l’inclusione di soggetti socialmente deboli o svantaggiati nell’agricoltura sociale, le iniziative per la legalità e il recupero all’attività agricola dei terreni confiscati alle varie mafie, l’impegno per la trasparenza dell’informazione ai consumatori.

Quest’ultimo è un impegno formativo ed educativo indispensabile per una sana nutrizione che recupera la sobrietà delle tradizioni alimentari, apre spazi di diversificazione a favore delle produzioni tipiche e locali, risponde alle domande della società civile sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, del ciclo dei prodotti, con particolare riguardo al cambiamento climatico; richieste essenziali per rendere effettiva una responsabilità sociale d’impresa e un consumo responsabile all’altezza delle sfide dei tempi e del dono della terra e dei suoi frutti.

                                                                                                                                                      La Commissione Episcopale

 

PREGHIERA

 

Signore Dio, Uno e Trino, comunità stupenda

di amore infinito, insegnaci a contemplarti

nella bellezza dell’universo, dove tutto ci parla di te.

Risveglia la nostra lode e la nostra gratitudine

per ogni essere che hai creato. Donaci la grazia

di sentirci intimamente uniti con tutto ciò che esiste.

Dio d’amore, mostraci il nostro posto

in questo mondo come strumenti

del tuo affetto per tutti gli esseri

di questa terra, perché nemmeno uno di essi

è dimenticato da Te.