Catechesi Comunitaria sui doni dello spirito.

Pubblicato giorno 24 aprile 2021 - Notizie

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Padre Luis

a cura di Padre Luis

dei Servi del Cuore Immacolato di Maria

Ora di base cristiana FCIM 2020-2021

Il DONO della Scienza

 I. Introduzione

Quando si parla di scienza, il pensiero va immediatamente alla capacità dell’uomo di conoscere sempre meglio la realtà che lo circonda e di scoprire le leggi che regolano la natura e l’universo.

Invece la Scienza, dono dello Spirito Santo non si limita alla conoscenza umana. E’ un dono speciale, che ci porta a cogliere, attraverso il creato, la grandezza e l’amore di Dio e la sua relazione profonda con ogni creatura.

La Scienza insieme al dono dell’Intelletto portano a perfezione la nostra fede.

Essa come dono dello Spirito Santo, dunque differisce profondamente da ciò che intendiamo normalmente per scienza umana razionale, basata su dati verificabili sperimentalmente.

Differisce anche dalla scienza filosofica, basata sulla concatenazione dei ragionamenti.

Non è nemmeno la scienza teologica, che ha lo scopo di approfondire con la ragione le verità della fede, avvalendosi perciò della ragione sebbene indaghi contenuti soprannaturali.

 Nella nostra società l’uomo sembra considerare la scienza come una sua capacità, intesa come prodotto della sua intelligenza, e tutto ciò che essa non riesce a verificare viene considerato come una sorta di  “superstizione”.

È indubbio che la scienza umana è un grande e meraviglioso dono che Dio ha fatto all’uomo rendendolo capace di “fare” scienza,  usando l’intelligenza nel modo migliore.

Purtroppo dal 1700, almeno in Europa, la scienza umana ha assunto all’interno della vita dell’uomo un posto e un carattere egemonico. L’illuminismo ha fatto suo un antico motto del poeta latino Orazio, “sapere aude !” (letteralmente “osa sapere” o più liberamente “abbi il coraggio di sapere!”). Osa sapere! Osa adoperare l’intelligenza! Osa andare avanti!

Tutto questo, che in sé stesso è positivo, purtroppo ha portato l’uomo a considerare solo ciò che l’intelligenza può conoscere e a scartare tutto il resto. In questo modo la scienza umana è diventata scientismo  e così  la fede, i dogmi, che l’intelligenza non  riesce a capire totalmente e completamente sono da considerarsi superstizioni.
Inoltre è sempre più evidente come la mentalità odierna sta dimenticando che la creazione è opera e dono di Dio e sta sempre cercando di dimostrare che il mondo si fatto da sé.

Dimenticando che in Dio la creazione trova la sua provenienza, il suo significato e la sua destinazione l’uomo rischia di fare degli errori e di essere causa di danni irreparabili.

Noi possiamo suonare e interpretare un bel pezzo di musica scritto da Bach, ma il creatore della musica non siamo noi, è un altro. Così per la vita, per il creato.

Per conoscere il senso della vita e come affrontarla dobbiamo rivolgerci a Colui che l’ha creata e donata.

Dio dal suo canto, donandoci la sua Scienza, ci illumina e ci fa capire il senso che Lui dà  alla nostra vita e alle cose che abbiamo attorno; ci fa leggere alla sua maniera la vita, il mondo; ci aiuta ad usare la nostra intelligenza per rispettare il mondo.

 II. Natura del Dono della Scienza

San Tommaso definisce la Scienza un abito soprannaturale infuso insieme con la grazia santificante, in virtù del quale l’intelligenza dell’uomo, sotto l’azione illuminante dello Spirito Santo, giudica rettamente sulle cose create in ordine al loro fine soprannaturale ossia  ci permette di cogliere il rapporto fra tutte le cose della creazione e il loro fine ultimo, cogliendo le cose nel loro procedere da Dio e nel loro ritornare a Dio e percependo in esse la presenza e l’aspirazione all’infinito, all’eterno.

Pertanto come gli altri doni, per poterlo ricevere la prima disposizione necessaria è essere in grazia di Dio.

 III. Distinzione del dono della Scienza, Sapienza, Intelletto

Che differenza c’è fra Sapienza, Intelletto e Scienza?

La Sapienza consiste nel vedere e giudicare gli avvenimenti della nostra esistenza dal punto di vista di Dio; nel riconoscere la sua azione nella storia; nel pensare sempre più come pensa Dio per arrivare ad avere e a provare nella nostra vita un sapore e un gusto divino, permettendoci di impostare la vita come cammino verso l’eternità e di conoscere le creature a partire da Dio.

Il dono dell’Intelletto ci permette di “entrare dentro” (intus legere) le cose per contemplare i misteri della fede (per es. unità e trinità di Dio, il mistero dell’Incarnazione, l’Eucaristica ecc.) ma anche per conoscere sempre più in profondità la ricchezza della nostra vita e di tutto quello che ci succede.

La Scienza ci permette di giudicare rettamente sulle cose di questo mondo risalendo alla loro sorgente vedendole alla luce di Dio.

Essa ci porta a conoscere Dio attraverso le creature.

Ecco perché viene chiamata anche la “Scienza dei santi”: ci permette di cogliere le creature nel loro limite, perché sono finite, ma dall’altra le coglie anche nel loro valore, perché sono opera di Dio e quindi sono un suo dono, facendoci vedere il loro rapporto al fine soprannaturale da conseguire.

Essa pertanto ci evita due pericoli: quello di svalutare il creato e le creature dando ad esse un giudizio negativo e quello al contrario di sopra-valorizzarle fino ad assolutizzarle, mettendole al posto del Creatore.

In questo modo il dono della Scienza non ci permette di cadere in forme di pessimismo distruttivo né a facili ottimismi ma ci spinge a dare un giudizio equilibrato e giusto sulla creazione vista nella luce di Dio.

 IV. Necessità ed effetti del dono della Scienza

Il dono della Scienza è necessario, insieme con quello dell’Intelletto, per pervenire alla piena maturità della virtù teologale della fede.

Mentre il dono dell’Intelletto ci permette di penetrare dentro le verità di fede, il dono della Scienza ci permette di scoprire e giudicare rettamente le relazioni che intercorrono tra esse e il mondo naturale nel quale viviamo.

Se non si coglie tale rapporto il rischio è quello di dare alle cose, e alla creazione il posto che invece spetta al Creatore.

Negli ultimi secoli per questo motivo sono stati divinizzati per così dire uomini o collettività dando origine al mito della razza o hanno posto la legge o lo stato al di sopra di Dio stesso dando loro il ruolo di supremo valore di riferimento.

Invece il dono della Scienza ci da la capacità di vedere le cose come le vede Dio.

Fa sì che possiamo vedere sempre tutte le creature con gli occhi della fede.

Fa percepire con sensibilità viva la presenza del Creatore nelle creature e la presenza di Gesù in tutti gli uomini.

San Francesco d’Assisi contemplava estaticamente in ogni espressione del creato lo splendore, l’onnipotenza, la bontà del Signore.

Sant’Ignazio di Loyola piangeva davanti allo spettacolo di una notte stellata ed esclamava. ”Oh quanto mi sembra vile la terra quando contemplo il cielo!”.

In alcuni Salmi vengono descritti con meraviglia e gratitudine i diversi aspetti della natura e addirittura li invitano a benedire il Signore.

Il dono della Scienza è alla base della santità perché ci pone sempre alla presenza del Signore.

E’ capacità di conoscere e capire le cose e di usarle per il bene, per incamminarsi verso Dio.

Santa Ildegarda di Bingen, monaca benedettina del XII secolo, è famosa non solo per le sue esperienze mistiche ma anche per aver scrutato la natura con gli occhi della scienziata.

Il mondo le appariva come opera meravigliosa di Dio e avvertiva come sua missione quella di trametterne i benefici.

Nei suoi scritti si possono trovare cognizioni e argomenti medici, erboristici e naturalistici che fecero testo per secoli, tanto da farla definire la prima naturalista dell’Occidente per la profonda conoscenza delle proprietà curative di vegetali e minerali che lei metteva a servizio degli infermi con inesauribile carità.

In lei il dono della Scienza ha fatto meraviglie così come per S. Alberto Magno, il maestro di S. Tommaso D’Aquino, che per la sua enorme attività di scrittore, ritenuta la più gigantesca del Medio Evo estesa a quasi tutte le scienze sacre e profane è stato proclamato dal Papa, il Venerabile Pio XII, nel 1941 patrono degli scienziati, dieci anni dopo la sua proclamazione a dottore della Chiesa.
S.Alberto Magno afferma che Dio ha creato l’universo per l’uomo perché ne traesse beneficio; lo migliorasse e non lo distruggesse. Una scienza che agisca contro la natura può fare dei passi ma ci conduce fuori strada. Lo scienziato, nella sua ricerca ad un certo punto deve umilmente riconoscere una verità che trascende la forza della ragione umana stessa.

Un effetto importante del dono della Scienza è che ci guida con certezza nel giudicare ciò che si deve credere e ciò che non si deve credere.

Chi ha il dono della Scienza in modo eminente ha in sé istintivamente il “sensus fidei” cioè il senso della fede.

Senza aver studiato teologia sa discernere esattamente se una devozione, una dottrina, un consiglio, una qualsiasi massima spirituale si accordano o non si accordano con la fede. Magari non sa dare le ragioni di questo giudizio, ma lo sente nel suo cuore con un forza irresistibile e con una sicurezza infrangibile.

A S. Teresa D’Avila, alcuni confessori le dicevano che a un certo grado del cammino spirituale si poteva prescindere dalla considerazione dell’umanità di Cristo. S. Teresa, che non era una teologa, per quanto fosse umile e sottomessa al confessore, non volle mai accettare questa posizione affermando che nel proprio cammino spirituale nessuno può prescindere dalla considerazione dell’umanità di Cristo. Tanto più che S. Paolo afferma: “In Cristo abita corporalmente tutta la pienezza della divinità”. (Col 2,9).

Il dono della Scienza inoltre ci permette di vedere con prontezza e con certezza lo stato della nostra anima. Ci fa conoscere i nostri atti interiori, le loro motivazioni, le loro radici, i movimenti segreti del nostro cuore, i meriti e demeriti delle nostre azioni. Quindi ci permette di non ingannarci.

S.Teresa D’Avila diceva che con il dono della Scienza lo Spirito Santo ci fa vedere anche le “ragnatele che sono nascoste nella nostra anima”.

Integrandosi con il dono del Consiglio, la Scienza ci permette di guidare nel modo giusto il nostro prossimo sul piano spirituale e di indirizzarlo verso la vita eterna.

Per esempio un predicatore sa per istinto ciò che deve dire ai fedeli che gli stanno davanti; un superiore sa guidare la sua comunità.

Un direttore spirituale colmo di Scienza riesce a fotografare con prontezza la situazione della persona che gli si rivolge per essere accompagnata, riconoscendo le sue necessità spirituali; riesce a identificare gli ostacoli che si oppongono alla sua perfezione e sa quale   cammino indicare anche per riparare e non commettere più i peccati in cui è caduto; è capace di consolare o di dare i consigli più appropriati se la persona è tormentata dagli scrupoli.

Con il dono della Scienza si riesce a dare direttive luminose sulla pratica delle virtù. Insomma Scienza e Consiglio fanno grande un maestro spirituale nella guida delle anime.

Inoltre il dono della Scienza ci aiuta a non rimanere attaccati alle cose del mondo ma a saper dare loro il giusto valore e giusto posto. Suoi frutti sono ammirazione, stupore e riflessione.

Il vizio contrario al dono della Scienza, come a quello dell’Intelletto, è l’ignoranza alimentata dalla superbia e dall’orgoglio.

V. Mezzi per incrementare il dono della Scienza

Come per gli altri doni, anche per il dono della Scienza sono necessari il raccoglimento, fedeltà alla grazia, invocazione allo Spirito Santo.

Inoltre bisogna soffermarsi a considerare la vanità delle cose terrene, mettere in rapporto le creature con il Creatore riconoscendo in esse la presenza di Dio e ringraziandolo per i suoi doni.

Il dono della Scienza è favorito dalla costante disposizione a riconoscere la mano della provvidenza di Dio che governa il mondo; avere una sempre maggiore fiducia in essa.

Anche la purezza di cuore, custodita attraverso l’umiltà e la fedeltà alla grazia ci dispone ad accogliere con sempre maggior frutto il dono della Scienza.

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” dice Gesù nel Vangelo (Mt 5,8).

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Di seguito alcune foto fatte durante l’incontro.

Cliccando sul player di youtube potrete ascoltare l’audio video della catechesi.