Foglio di collegamento di Domenica 11 Giugno

Pubblicato giorno 9 giugno 2017 - Notizie

SANTISSIMA TRINITA’

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Gv  3,16-18

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:

Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

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La Trinità: un dogma che può sembrare lontano e non toccare la vita.

  Invece è rivelazione del segreto del vivere, della sapienza sulla vita, sulla morte, sull’amore, e ci dice: in principio a tutto è il legame.

Quando nell’«in principio» Dio dice:

«Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza», l’immagine di cui parla non è quella del Creatore, non quella dello Spirito, né quella del Verbo eterno di Dio, ma è tutte queste cose insieme.

L’uomo è creato a immagine della Trinità.

  E la relazione è il cuore dell’essenza di Dio e dell’uomo.

Ecco perché la solitudine pesa e fa paura, perché è contro la natura umana.

Ecco perché nell’amore e nell’amicizia si sta bene, perché è secondo la vocazione umana.

In principio a tutto sta un legame d’amore, che il Vangelo annuncia:

«Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio».

Nel Vangelo il verbo amare si traduce sempre con un altro verbo concreto, pratico, forte: il verbo dare.

Amare equivale a dare, il ver­bo delle mani che offrono.

«Dio ha tanto amato», centro del Vangelo di Giovanni, che ha la definizione più folgorante di Dio: Dio è amore; che vuole portarci a confessare: noi abbiamo creduto all’amore che Dio ha per noi!

Noi abbiamo creduto all’amore: ogni uomo, ogni donna, anche il non credente può cre­dere all’amore.

Può fidarsi e affidarsi all’a­more come sapienza e necessità del vivere.

Se non c’è amore, nessuna cattedra può dire Dio, nessun pulpito.

È lo stesso amore interno alla Trinità che da lì si espande, ci raggiunge, ci abbraccia e poi dilaga. Come legame delle vite.

Dio ha tanto amato il mondo. Non solo l’uomo, è il mondo che è amato, la terra e gli

animali e le piante e la creazione intera.

E se Lui ha amato, anche noi dobbiamo amare questa terra, i suoi spazi, i suoi figli, il suo verde, i suoi fiori, la sua bellezza. Terra amata.

La festa della Trinità è specchio del cuore profondo e del senso ultimo dell’universo.

Incamminato verso un Padre che è la fonte della vita, verso un Figlio che dona amore, verso uno Spirito che accende di comunione le solitudini, l’uomo nella sua piccolezza  è tuttavia abbracciato dal Mistero.

Piccolo ma abbracciato,come un bambino.

Abbracciato dentro un vento in cui naviga l’intero creato e che ha nome: comunione .

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PREGHIERA

  Ti lodo, o Padre, Creatore e Signore,

perché mi hai creato ed esisto,

perché hai mandato

tuo Figlio per salvarmi.

Ti lodo, o Figlio di Dio, perché mi hai redento,

mi hai rivelato il Padre, mi hai fatto erede del Regno,

mi hai reso suo figlio.

Ti lodo, Spirito Santo, perché mi doni la grazia,

perché mi trasmetti l’amore del Padre e del Figlio.

Ti contemplo, Trinità beata, amore infinito e misericordioso.

Aiutami a coglierne la bellezza e il mistero

per poter essere un giorno nel tuo abbraccio

senza fine.